La risaia del sacrato

Per quanto essi siano veloci nel chiudere il portone alle spalle degli sposi all’uscita principale della Chiesa a fine cerimonia nuziale, non riescono quasi mai nel loro intento.

Mentre il fotografo immortala gli sposi sull’altare della Madonna, il prete di turno lo si vede togliersi velocemente la tunica, neanche rimetterla sull’appendino, ma proprio gettarla di brutto sopra il tavolaccio della sacristia, per correre di tutta fretta e furia appostandosi dietro il portone in assetto di guerriglia. Pronto a chiudere appena gli sposi titubanti accennano ad uscire, perché egli sa che gli invitati non aspetteranno che i nuovi coniugi escano dal tunnel della porta ma cominceranno ancora prima il lancio dei famigerati risi. Ne volano a migliaia, i chicchi saltano, rimbalzano, scivolano sul sacrato, si infilano nei meandri più inaccessibili, insomma, il povero prete non sempre ce la fa a richiudere il portone alle spalle dei festeggiati.

Naturalmente sul più bello quando crede di averli fregati, tutto ad un tratto gli sposini fanno retromarcia, cercando rifugio in quella cascata di riso rientrando in rapidità in chiesa, allora si assiste ad un confronto di forza fra il parroco e gli sposi, questi che spingono verso l’entrata e lui che spinge verso l’uscita il portone, ho visto scene da incubo; dita prese in mezzo alla serratura, piedini fragili in scarpette color rosa diventare nere per aver preso nella fessura di gomma sotto il portone e rimanervi imprigionate, strascichi di vestiti, impigliati nella maniglia e stracciati di brutto,

bottoni staccarsi letteralmente dal gillet dello sposo cadere ed infilarsi nella sottostante grata, veli rimasti appigliati sul ferro per la chiusura ausiliare…, ma lui è sempre lì, imperterrito…, non molla.

Alla fine perde sempre, deve per forza munirsi di scopa e pattumiera e mentre gli sposi con gli invitati vanno al banchetto, lui si rivolta le maniche e con lo stomaco che grida ai morsi della fame, e sconsolato, non rimane che risistemare il tutto, per un’altra impegnativa cerimonia dove il riso fa da padrone e …abbonda anche in tempo di crisi…,evviva gli sposi. (Ennio P.)

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