La semenada

E’ venuto anche quest’anno l’ora di andare per campi e orti. Che strano…un mercato all’aria aperta, tutti vogliono saperne una pagina in più del libro. In lontananza si sentono i rombanti motori dei trattori, che approfittando del bel tempo solcano le distese di terra riportando all’aria le fresche zolle, odorose a grande distanza del famoso profumo “Shanel-ledàn n°5”. “Sto àn sòn indrìo de na luna”e allora giù commenti ed eresie. Lo stesso vale per gli orti, solo che là devi lavorartelo di vanga, e allora al primo che ti vede, e tutti gli altri a susseguirsi, ti sprecano la famosa frase: “Là e bàsà, ah…”, Par forza…àtu mai vìst la tera par aria?”. Tutti poi guardano cosa fa il vicino, o ha vangato troppo presto, o non ha messo il concime, ha messo però il (naylon), e così cerchi di copiare qua e là, e fare di meglio, ed io che mi improvviso mezzadro una volta l’anno mi sento imbarazzato… avrò fatto giusto? Poi per la semina un altro incubo, “Bisogna vàrdàr la luna…”, “ma ghe olo dir che…che àle da semenar de nòt?..”. Allora ti vengono tutti i ripensamenti, e bisogna andare a sentire la versione dei più (vècì). Questi i te elenca na sfilza de semenze che vanno seminate quando che la càlà, tutte le altre cò la cres, e allora prendi nota e ci si prova.

Così con i fiori, prova andare a comperarli dal fioraio, la coda che te trova da Claudio al dottor la e pì curta. Ore per scegliere e recuperare una ventina di gerani, mi raccomando quei bei che fa cascata, un po’ di terriccio già concimato (parchè qua sulle nostre zone no ghe na vòn), sterilizzata e profumata, un’altra ventina de piantine da orto…al portafoglio al se ha svodà… Si arriva a casa e insorge il dubbio…li metto già fuori oggi o aspetto domani…, perchè mi sembra che la notte sia ancora freschina…che fae bròsa? Si occhieggiano allora i balconi dei vicini…quelli si…quelli no..adesso cosa faccio? Un’amica cerca di incoraggiarti alla sua maniera ”Mi l’altro àn hò mes àn pochi de rossi e àn pochi de bianchi…i me e morti tuti, epura i avea dei bei ghèt…”. Tutti facciamo del nostro meglio ma una cosa è certa…che comanda tut àle al Padreterno da lassù…non ci resta che rimetterci alla sua clemenza perché la natura ci dia una mano…sani…e buona semenàdà.

Pavei E.

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