Faverga idee, energie e spirito d’iniziativa

AFaverga sono nata, cresciuta e ho le mie amicizie da sempre. Qui c’era già mio papà Livio negli anni 70 a costruire con i paesani la casetta per le feste, io c’ero a pelare patate alla sagra con ballo di Santa Barbara, ho corso le prime edizioni della gara podistica “Giro dei Soracoi”, ho fatto per un decennio, insieme a Franco e Fabio, il segnapunti al torneo di pallavolo “Favergagosto”, appuntamento immancabile per il Castionese anni 80. E c’ero anche alla mostra fotografica “Faverga na olta”, alle prime edizioni di “Laori sot la lobia”, e a molte altre cose. Così, quando partecipo alla riunione del “Circolo”, non mi aspetto granché di nuovo e invece, appena entro nella nuova sede, tutto cambia colore.

Che bello qui! Da fuori non sembra così grande e accogliente!
«Dopo anni di risparmi abbiamo finalmente potuto permetterci di acquistare e sistemare questa casetta. É fornita di una bella TV per le serate, di una cucina a norma, e di tanto spazio. Per questo è diventata un punto di riferimento per la zona e anche per le frazioni limitrofe per svolgere diverse attività».

A parlare è Alessandro, il presidente dell’Asd Faverga, come adesso si chiama il glorioso Circolo Sportivo. È un ragazzo di soli 27 anni e, oltre a lui, ad abbassare drasticamente l’età media dei consiglieri ci sono Martina, Elena e Nicola, più o meno suoi coetanei. Ci sono anche i loro genitori Monica e Gianfranco, e le vecchie conoscenze sempre attive Liviana, Daniele, Paolo, Cencio, Fausto, Claudio, Cristiana e Fabio. Un consiglio transgenerazionale, a quanto pare.

«Per fortuna abbiamo saputo rinnovare mantenendo i vecchi consiglieri e affiancandoli con i ragazzi della frazione. Ogni volta che serve, arrivano a lavorare anche gli amici degli altri paesi e, insomma, “in tuti se fa tut!”. Da quando siamo diventati Asd organizziamo a Castion un corso serale di ginnastica, l’unico del Castionese, e un’attività di pallavolo che dura una stagione e vede coinvolti soci che provengono non solo da Belluno. Inoltre, abbiamo in calendario due feste l’anno: una all’interno di “Orti in piazza”, l’altra in primavera, cioè “Favergainfesta” (30 maggio 2026) con l’obiettivo di aprire le porte soprattutto ai faverghesi, che da tre generazioni sono i protagonisti dell’associazionismo della frazione».

E come rispondono?
«Lo zoccolo duro dei compaesani ci sostiene sempre, e un segnale positivo lo abbiamo avuto anche con le nuove famiglie: hanno partecipato alla squadra che ha preso parte al Palio delle Frazioni. Funziona ancora benissimo anche il pranzo della frazione, che da Santa Barbara abbiamo spostato al 6 gennaio e chiamato “Befaverga”». A parlare è Liviana, memoria storica e preziosa risorsa degli eventi faverghesi da due decenni. «Poi, come dappertutto, i giovani a volte latitano ma siamo contenti di vedere un bel gruppo di persone lavorare insieme per sistemare la casetta, manutenere il campetto, montare capannoni e cucinare».

«Tra l’altro Faverga è l’unica frazione del Castionese ad avere un sito internet (www.faverga.it) con il bollettino parrocchiale on line, che leggono da tutto il mondo!», interviene Fausto, presidente per molti anni e sempre presente in consiglio.

«In paese manca il bar, che è tradizionalmente luogo di incontro, ci piace pensare a un possibile utilizzo di questa casetta come ad un circolo, dove i paesani si incontrano in tranquillità. Magari facendo qualche corso, anche non tutti i giorni». A spiegare questa proposta sono Daniele e Paolo, nel consiglio fin da bambini (anche loro c’erano alla sagra anni 70 a pelare patate). «Il problema è che ci vuole un referente che gestisca, e di questi tempi è difficile trovare qualcuno disponibile».

Se aveste 15 mila euro in tasca, cosa fareste?
«Sistemeremmo il parco giochi e il campetto da calcio!». Risposta unanime. A Faverga certamente non mancano idee, energia, e spirito d’iniziativa.

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